Harry Bertoia

CREAZIONI

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BIOGRAFIA

Di origini umilissime, Harry Bertoia incarna il simbolo del migrante di successo, capace di sottrarre il suo talento all’inaridimento di una vita di duro lavoro contadino. Il padre lo volle chiamare Ares perché era nato nel mese di marzo (dedicato al dio della guerra), ma il parroco (che di mitologia greca non sapeva molto) lo battezzò Arri, e all’anagrafe venne registrato come Arieto.
Lasciò il Friuli assieme alla famiglia nel 1930 per cercare fortuna a Detroit, dove frequentò prima la Cass Technical High School, dove sviluppò una buona confidenza con la tecnologia dei metalli, poi, grazie a delle borse di studio, la Detroit Society of Arts and Crafts e, nel 1937, la Cranbrook Academy of Art. Qui, tra il 1939 e il 1943, aprì un proprio laboratorio ed insegnò oreficeria e tecnica di lavorazione dei metalli. Durante la guerra, a causa del razionamento dei materiali destinati alla produzione bellica, Bertoia si dedicò soprattutto alla gioielleria e alla grafica. Harry Bertoia sposò nel 1943 Brigitta Valentiner avendo 3 figli e nel 1946 divenne cittadino americano. In quel periodo conobbe importanti personalità del mondo dell’arte, tra le quali i designer Charles e Ray Eames, con cui collaborò negli anni successivi, in California, sperimentando tra l’altro sul compensato. In California collaborò anche ad alcuni progetti del Ministero della Difesa.
Dal 1950 Bertoia si stabilì in Pennsylvania dove iniziò il sodalizio professionale con la Knoll Associates, che gli permise di ideare una serie di sedie e poltrone, tra cui la famosa sedia Diamond. Cominciarono inoltre a pervenire le prime richieste per grandi sculture e fontane, tra le quali si potrebbero citare quella per il General Motors Technical Center di Warren (Michigan), quella per la cappella del MIT di Cambridge (Massachusetts).
La produzione degli anni sessanta esplorò l’abbinamento suono-scultura: realizzò composizioni sonore ottenute con
un attento studio delle caratteristiche dei materiali e delle loro lavorazioni. Ciò lo portò, raccogliendo queste innovative sinfonie, a tenere veri e propri concerti e ad incidere alcuni dischi.

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